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LE   STORIE DI

VIPERELLA

  LA NASCITA DI VIPERELLA

 

Tutti gli alberi hanno delle bellissime storie da raccontare. Se andate sotto la loro chioma, vi sedete appoggiando la schiena al tronco, chiudete gli occhi e respirate profondamente… qualcosa di magico accadrà… ed inizierete a sentire racconti di tempi lontani, di un mondo dove gli esseri umani vivevano a stretto contatto con la Natura e ne conoscevano tutti i segreti.

Uno di questi alberi narratori mi raccontò un giorno una bellissima storia che forse già conoscete perché, all'epoca, finì su tutti i giornali...

Era una calda mattina di Primavera, nel cielo terso gli uccellini disegnavano splendidi voli quando, dal fitto del Bosco delle Fate si udì un sussurro generale, poi una grande esclamazione ed infine un'enorme OOOHHH di stupore salì sino al cielo.

Gli uccellini si fermarono, guardarono verso il basso e, con loro grande meraviglia, videro tutti gli animali del bosco riuniti attorno ad uno strano uovo. Ci fu gran trambusto: chi diceva "Distruggiamolo!", chi sosteneva "Coviamolo!" e chi ancora gridava spaventato "Un mostro! Un mostro!!!".

Mamma Vipera, che in quei giorni sorvegliava le uova dei suoi futuri viperini, si propose per stare a guardia dell'uovo: "Se nascerà un essere malvagio lo annienteremo, ma se sarà un simpatico cucciolo lo terrò con me e lo crescerò con i miei piccolini." - disse tutta contenta della sua idea.

Gli altri si guardarono, poi tutti si volsero verso gli anziani del Bosco delle Fate, questi annuirono; parlavano di rado, gli anziani, ma avevano un grande carisma e bastava un loro cenno per acquietare tutti gli altri animali.

Quando l'uovo si schiuse ne uscì fuori, fra lo stupore generale, uno strano esserino.

"Un po' assomiglia agli umani" disse la Vecchia Quercia. Era vero, l'esserino aveva qualcosa degli umani, ma aveva anche la pelle che cambiava colore e poi aveva la codina, insomma apparteneva ad una specie che nessuno, nel Bosco delle Fate, aveva mai visto!

Mamma Vipera, che nei mesi si era affezionata all'ovetto e che aveva fantasticato mille e mille volte su chi sarebbe sbucato fuori un giorno, stava tutta estasiata a guardare l'esserino ora verde ora giallo ora grigio che pigolava dei strani e flebili "ssi, ssi, ssi".

Poi, osservando le espressioni stupite degli altri, si rivolse verso gli anziani e chiese timorosa: " A me sembra buona, questa creaturina, vi prego lasciate che io l'allevi come fosse uno dei miei viperini."
E gli anziani, ancora una volta, annuirono.

Ci fu allora una gran festa nel bosco, gli uccellini iniziarono a gorgheggiare, gli scoiattoli a saltellare felici, e tutti, ma proprio tutti, persino i lupi, cantarono fino a notte tarda, per dare il benvenuto allo strano esserino che da quel giorno, tutti, chiamarono Viperella!

 

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