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Perché valutare nella scuola?
Se la scuola mira ad educare e ad istruire, è evidente che occorra trovare degli strumenti adatti a misurare l'efficacia dell'educazione e dell'istruzione. In altre parole si tratta di trovare delle modalità, delle procedure e dei tempi per valutare se un insegnamento abbia, o meno, prodotto un apprendimento (e in quali tempi, in che "quantità", di che qualità).
E' chiaro che la valutazione investe i due soggetti principali della scuola: chi insegna e chi apprende (insegnante e alunno). Ci sono due aspetti distinti (ma complementari) della valutazione: uno che riguarda la scuola e gli insegnanti come organizzatori e programmatori di un insegnamento che deve essere efficace e chiaramente finalizzato; l'altro che riguarda gli utenti (gli alunni e, di riflesso, le loro famiglie) come attori e sviluppatori di un apprendimento motivato e altrettanto efficace.
La scuola, in questi anni, ha studiato e sta attivando modalità di autovalutazione del proprio intervento educativo e didattico e, con strumenti diversi, sta verificando la validità della propria azione (anche basandosi sulle "attese" e sulle "percezioni" degli utenti): in questa direzione ci si attende molto dall'attuazione dell'autonomia amministrativa e didattica che sta muovendo i primi passi.
Questo è, si può dire, l'aspetto più sociale della valutazione: si tratta, insomma, di valutare un servizio pubblico di grande rilevanza (appunto la scuola) e di misurare la "qualità del servizio" in rapporto alle esigenze della società in evoluzione e alle nuove richieste degli utenti (senza, per questo, cedere alle lusinghe e alle mode della società stessa). La "carta dei servizi", predisposta in ogni scuola, indica pubblicamente agli utenti la proposta educativa e didattica che si intende perseguire e attuare. Ancora meglio si dovrà fare in ogni scuola quando verrà elaborato il "Piano dell'offerta formativa" (previsto dal decreto ministeriale sull'autonomia delle istituzioni scolastiche): esso costituirà il progetto curricolare, extracurricolare, educativo ed organizzativo della singola scuola e, quindi, investirà globalmente le 2 funzioni della scuola (educare ed istruire).
Il secondo aspetto della valutazione è quello più "tecnico" (e tradizionale) e riguarda la "misura" dell'apprendimento degli alunni. Esso è centrato sull'istruzione, in quanto più facilmente definibile e "misurabile" dell'educazione: oggettivamente è più facile "misurare" l'apprendimento, ad esempio, delle abilità di calcolo, piuttosto che "la disponibilità a relazionarsi con gli altri nel rispetto delle norme sociali" (anche se tale aspetto è, in ogni caso, evidente). Inoltre l'educazione risente fortemente dell'ambito famigliare e sociale in cui l' alunno vive (e non sempre la scuola riesce a modificarne i "valori", anche quando sono socialmente riprovevoli), mentre non è così per gli aspetti più legati all'istruzione.
Per questi motivi concentro la mia analisi sugli aspetti più propriamente didattici dell'apprendimento (e della sua valutazione) e lascio aperto il discorso sui rapporti tra educazione ed istruzione (piuttosto irrisolvibili, visto che se ne discute...da sempre!).
E' evidente, da quanto ho esposto, che dò per scontata la necessità di misurare l'apprendimento attraverso opportune modalità valutative: devo far presente che non è per tutti così, perché ci sono teorie di pensiero (e anche insegnanti) che ritengono non necessario ( e forse superfluo, se non dannoso) che la scuola proceda a valutare gli alunni (particolarmente quelli più giovani), nel timore di interferire troppo nella loro vita personale e nel loro sviluppo formativo. Per la scuola pubblica io ritengo che la valutazione sia un preciso compito, se non altro perché, in quanto istituzione, ha degli obiettivi programmati e pubblici che ci si propone di raggiungere, per dare ai bambini e ai ragazzi un livello culturale adeguato, nell'interesse generale della società. Quindi è necessario poter valutare il raggiungimento o meno di tali obiettivi e poter trovare dei sistemi chiari e comprensibili per comunicare la valutazione anche agli utenti (gli alunni e le loro famiglie).
© 1999 Tiziano Trivella inizio pagina
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