STUDIAMO INSIEME
PER
STUDIARE MEGLIO
Un'esperienza proposta a tutti
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LIVELLO: Qualunque
AREA: Metodi di studio (trasversale)
TITOLO: Studiamo insieme per studiare meglio
AUTORE: prof. Nora Caracci
LUOGO: Savona
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Per motivi che non sto qui ad analizzare, la maggior parte dei nostri ragazzi arrivano a quella che per ora si chiama ancora prima classe delle Medie Superiori senza avere elaborato un buon metodo di studio: nella migliore delle ipotesi sanno leggere un libro di testo e memorizzare quello che leggono.
Perciò, appena si chiede loro di individuare i concetti fondamentali, di fare dei collegamenti, di trovare relazioni, di usare le conoscenze acquisite per applicarle, essi vanno in crisi.
Perciò li dobbiamo aiutare. Il problema è: come?
Ecco allora il racconto di un'esperienza che propongo dopo averla affrontata personalmente.
Con l'obiettivo di aiutare i ragazzi ad elaborare un buon metodo di studio ho proposto ed attuato nel mio Istituto, già nell'anno scolastico 99/2000, un corso di sostegno che fosse un'alternativa o un'integrazione alle solite lezioni da cattedra dei primi giorni di scuola in cui noi docenti elenchiamo le operazioni da compiere per studiare meglio, elargiamo consigli e raccomandazioni, diamo esercitazioni da svolgere a casa. Queste cose non sono inutili, ma per esperienza sappiamo che, una volta lasciati a se stessi, i nostri ragazzi tendono a seguire le strade più corte, le vecchie abitudini.
Per questo motivo ho pensato ad un corso che sostituisse la lezione frontale con qualcosa di molto simile ad un laboratorio, cioè una sede in cui si costruiscono percorsi sperimentali per esaminare un fenomeno, una sede in cui i ragazzi siano attori e non spettatori.
Il periodo migliore è circa un mese, un mese e mezzo dopo l'inizio dell'anno scolastico poiché già ci si è cimentati con le novità, già ci si conosce un poco, già si parla di verifiche.
Entro nei dettagli:
il LABORATORIO è un gruppo di persone
il FENOMENO è lo STUDIO di qualcosa di NUOVO
Naturalmente è importante la costruzione del gruppo: deve essere eterogeneo quel tanto che basta per poter scambiare esperienze, conoscenze, idee.
Allora ho pensato a:
un gruppo formato da quattro o cinque ragazzi e un docente
i ragazzi dovrebbero essere di diversa posizione nei confronti del rendimento scolastico, ma non è fondamentale poiché qualche differenza c'è sempre
anche per il docente l'argomento di studio deve essere "nuovo", perciò non deve essere nella sua disciplina di insegnamento e possibilmente dovrebbe appartenere ad un area molto diversa. Personalmente insegno Fisica e mi sono ritrovata a studiare con i ragazzi, ad esempio, la storia romana, la struttura della cellula e persino l'inglese; anche se il docente non è in effetti completamente ignorante in materia, molto spesso è un po' arrugginito e comunque può sempre sfoderare le sue capacità di recitazione e simulazione.
Ed ecco come si procede:
ci si mette d'accordo sull'argomento da studiare e ci si da appuntamento per un pomeriggio, a scuola, con i libri ed i quaderni relativi
ci si dispone intorno ad un tavolo con il materiale necessario e si comincia col chiarire cosa esattamente si deve studiare e cosa serve per poter procedere (il docente può fare la parte di chi era assente a lezione e quindi chiede di essere aggiornato sul punto della situazione). Ricordo che è un'attività tra pari
ci si chiede da dove cominciare e come; esaminando le varie proposte si sceglie il metodo di lavoro
se per strada si scopre che bisogna cambiare sistema si compiono gli aggiustamenti del caso
si verifica l'apprendimento con qualche esempio di applicazione.
Dopo aver svolto questa esperienza con diversi gruppi di ragazzi, vi posso garantire alcune cose:
poiché scoprono dei metodi di studio vedendoli applicati in pratica, i ragazzi se ne impadroniscono molto più facilmente, a volte con una rapidità sorprendente. Questo era l'obiettivo primario, ma si raggiungono anche altri importanti obiettivi secondari:
i ragazzi mostrano molta più buona volontà ed arrivano all'entusiasmo nel constatare che raccogliendo qualche piccolo suggerimento qua e là, non necessariamente proveniente dal "prof", si può migliorare notevolmente la comprensione o la capacità di applicazione
poiché vedono anche il "prof" sudare, spremersi le meningi e chiedere chiarimenti, non hanno vergogna di chiedere aiuto quando ne sentono la necessità
poiché ne vedono la chiara utilità, imparano a socializzare e a lavorare in gruppo (anche il "prof" socializza!)
Concludendo, non credo di dover sottolineare la mia soddisfazione per gli esiti ottenuti poiché essa traspare da queste righe, ma ho anche dei dati concreti da fornirvi:
la maggioranza dei ragazzi hanno chiesto di ripetere l'esperienza e il mio rammarico maggiore è quello di non poter replicare con regolarità, poiché il tempo è poco e gli impegni sono tanti; fortunatamente sono riuscita a coinvolgere alcuni colleghi e con essi abbiamo realizzato una prima e seconda fase di incontri con le classi prime e abbiamo allargato l'esperienza ad alcune classi seconde (la prima fase era un "obbligo" per tutti gli studenti, mentre la seconda era solo per chi ne faceva richiesta)
non c'è mai stato un incontro infruttuoso dal punto di vista dell'impegno, nemmeno con quei ragazzi che in orario di lezione meno si applicano
infine, ho dei dati, relativi ad un questionario distribuito al termine dell'esperienza, estremamente confortanti; il questionario era anonimo, rilevava la partecipazione, il gradimento, i suggerimenti; i dati di segno positivo sono preponderanti: il giudizio è stato buono per l'80% dei ragazzi (gli aggettivi più usati: interessante, utile), i desideri ed i suggerimenti di segno positivo sono stati il 92% (i ragazzi si sono espressi principalmente per una prosecuzione e per un approfondimento dell'attività).
Personalmente, ho passato delle ore molto piacevoli ed anche gli altri colleghi coinvolti me ne hanno fatto una relazione positiva: è stato un lavoro, ma un lavoro decisamente gradevole.
Penso che questa esperienza si possa applicare a qualsiasi livello di scolarità, con i piccoli ritocchi del caso (nel livello elementare, ad esempio, un maestro può studiare con i ragazzi qualcosa di non appartenente alla propria area).
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Grazie per l'attenzione e BUON LAVORO
Prof. Nora Caracci e - mail: caraccin@libero.it
Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore "Alberti - Da Vinci" Savona