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Mappe concettuali:
come, quando, perché

 

??? (1) Che cos'è una mappa?

Una mappa è essenzialmente una rappresentazione grafica che serve per comunicare delle informazioni.

La mappa del tesoro
tesoro?serviva ai pirati per scovare il luogo dell'isola deserta in cui era sotterrato il forziere con l'oro.
La mappa geografica ci serve per orientarci in un territorio e trovare così il percorso ideale per la nostra destinazione.

Una mappa, perciò, deve riuscire a trasmettere informazioni chiare e dati utili.
Partendo da questi presupposti, è facile anche definire una mappa concettuale: essa non è altro che una rappresentazione grafica (un disegno schematico, un quadro riassuntivo) di un ragionamento che abbiamo fatto e che vogliamo comunicare agli altri, evidenziando almeno tre aspetti:

a - l'oggetto del nostro ragionamento
b - i concetti che vogliamo evidenziare
c - il percorso del ragionamento e i legami fra i concetti espressi

    

Appare subito evidente la valenza formativa e didattica dello strumento "mappa concettuale" che "costringe" chi la prepara a riflettere sulle proprie conoscenze, a correlare le idee e i dati a disposizione, a sforzarsi di essere preciso e chiaro nella comunicazione.

Ovviamente i gradi di complessità della rappresentazione a mappe dipendono molto dall'argomento affrontato, dalle conoscenze a disposizione di chi la realizza e dalla sua età mentale. Ma il valore didattico dello strumento sta proprio in questo: nell'essere uno strumento di rappresentazione del pensiero utilizzabile dalle elementari fino all'università.
Con la differenza che, spesso, risultano più chiare e comunicative le mappe costruite dai bambini e dai ragazzi, rispetto a quelle, troppo complesse ed elaborate, dei professori e degli specialisti (che tendono ad essere così esaurienti nei legami fra i concetti...da rendere la mappa troppo "ramificata" e di difficile lettura!).

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??? (2) Utilizzo didattico delle mappe concettuali

Se intendiamo la mappa concettuale come strumento di comunicazione del pensiero o, comunque, di rappresentazione di un percorso cognitivo, allora possiamo impostarne l'uso didattico secondo due prospettive:

1 - la mappa come mezzo di indagine e di studio

2 - la mappa come mezzo di sintesi conoscitiva finale

In altre parole: possiamo usare le mappe sia durante la fase di studio (come progettazione del percorso di indagine da effettuare), sia al termine del percorso didattico (come schematizzazione delle conoscenze acquisite).

ciao!Nel primo caso gli alunni (collettivamente, a gruppi o individualmente) preparano una prima mappa che serve per proporre le direzioni della ricerca, i concetti da sviluppare, i punti da toccare nello studio dello specifico argomento.
In questa fase la mappa è indicativa di "quanto già si sa".

ciao!Nel secondo caso, al termine della ricerca, l'argomento, ormai indagato e conosciuto, viene presentato attraverso la mappa in modo più completo ed esauriente, sottolineando legami e concetti che, inizialmente, non erano evidenti o conosciuti.
In questa seconda fase la mappa è indicativa di "ciò che si è appreso" e del percorso conoscitivo effettuato.

Se tutto fin qui è stato chiaro (!) dovrebbe essere evidente che la mappa concettuale costituisce un validissimo approccio al metodo di studio, sin dalle classi elementari. Purché essa sia intesa in senso dinamico e in prospettiva di sempre possibili miglioramenti e sviluppi: insomma, la mappa concettuale non deve essere considerata come un contenitore precostituito fatto di caselle da riempire e da collegare con delle frecce!

Esempio didattico (terza elementare)

Un approccio alle mappe in prima elementare

Alcuni link suggeriti sulle mappe

Guida al metodo di studio

Altri siti dedicati allo studio

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