10182521.JPG (39295 byte)     L’occhio 

a cura di Giulia Montagnosi, classe quinta elementare  eye.gif (3090 byte)


Per poterci muovere nell’ambiente abbiamo bisogno di conoscerlo e questo ci è possibile grazie agli organi di senso: vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Essi sono degli apparati in grado di trasformare le informazioni esterne in impulsi nervosi e quindi di comunicarle direttamente al sistema nervoso centrale.

Gli organi di senso sono costituiti da cellule nervose specializzate, che vengono eccitate da stimoli adeguati: nel caso della vista la luce, per il tatto la pressione meccanica, per l’ udito le vibrazioni dell’aria, per il gusto e l’olfatto particolari molecole chimiche. eye.gif (3090 byte)


La vista è sicuramente l’apparato più complesso (fra i 5 sensi) ed è costituito dall’OCCHIO, che può essere paragonato a una camera oscura che proietta su una sorta di schermo, la retina, le immagini provenienti dall’esterno. La retina poi è in grado di trasformare queste immagini in impulsi nervosi che attraverso il nervo ottico giungono al cervello.

Per mezzo dell’occhio e grazie alla luce si percepiscono numerosi aspetti del mondo circostante e precisamente:

La vista ci offre dunque una rappresentazione del mondo mediante la quale possiamo benissimo controllare e dominare la realtà che ci sta intorno, per un raggio vastissimo. eye.gif (3090 byte)


Come è fatto l'occhio

L’occhio è uno strumento delicato e complesso, che ha la forma di una sfera leggermente schiacciata, il globo oculare, contenuto nella cavità orbitale del teschio.

Esso è avvolto da:

 

La tunica esterna, o tunica fibrosa, è molto spessa e resistente . Ha funzione protettiva e si divide in due parti, la sclera che ne forma i 5/6, e la cornea che occupa il rimanente sesto. La sclera lacrim.JPG (18765 byte)forma il cosiddetto bianco dell’occhio; la cornea è la superficie trasparente posta sulla parte anteriore che viene mantenuta umida dalle lacrime prodotte in continuazione dalle ghiandole lacrimali.

Le lacrime hanno una funzione protettiva: provvedono a eliminare occhio.JPG (42336 byte)granelli di polvere e altri piccoli corpi estranei che potrebbero danneggiare la cornea. Anche le palpebre, i peli delle ciglia e delle sopracciglia svolgono il compito di proteggere l’occhio.

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La tunica mediana, o tunica vascolare, è formata dalla coroide, dall’iride e dal corpo ciliare. La coroide anteriormente e posteriormente presenta due aperture, corrispondenti rispettivamente al passaggio del nervo ottico e del corpo ciliare.

Il corpo ciliare è costituito dal muscolo ciliare e dai processi ciliari. Il muscolo ciliare, contraendosi, serve a cambiare la curvatura della lente cristallina, adattandola alla visione d’oggetti lontani e a quella di oggetti vicini: il muscolo ciliare è quindi il muscolo dell’accomodamento oculare.

Liride è la porzione anteriore, dinanzi alla lente cristallina, della tunica vascolare, ed è cosi chiamata per la sua colorazione, che la fece paragonare all’arcobaleno. Essa presenta nella parte centrale un foro detto pupilla.

La pupilla ha un comportamento difensivo: per proteggere l’interno dell’occhio dalla luce eccessiva si restringe e si allarga, grazie a un muscolo apposito che si trova nell’iride.

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La tunica più interna è di natura nervosa e ha il nome di retina. Questa è costituita da pigmenti visivi e da cellule particolari, i coni e i bastoncelli, che sono responsabili della visione a colori e in bianco e nero. La luce e con essa le immagini, infatti, penetrano nell’occhio dalla cornea, incontrano l’iride, entrano attraverso la pupilla e si rifrangono in un particolare punto della retina, grazie all’azione del cristallino.

occhio_int.JPG (101774 byte) Questo è una lente biconvessa posta dietro l’iride, che ha la capacità di modificare la sua curvatura, grazie al muscolo che costituisce il corpo cilindrale, a seconda della distanza a cui si trovano gli oggetti. Tale processo è denominato "accomodazione".

L’immagine, prima di rifrangersi sulla retina, attraversa il corpo vitreo, una massa gelatinosa che occupa la cavità posteriore del globo oculare e precisamente lo spazio compreso tra la superficie posteriore del cristallino e la retina e ha un’importante funzione come mezzo di rifrazione e con la sua massa mantiene l’equilibrio della tensione oculare. Sulla retina arriva un’immagine rimpicciolita e capovolta. A questo punto agiscono i ricettori ottici: le cellule nervose, i coni e i bastoncelli. I primi consentono la visione diurna, caratterizzata dalla visione dei colori e dei dettagli, i secondi sono responsabili della visione notturna, senza colori e con scarsissima luce. Questi, interagendo con i pigmenti visivi, trasformano chimicamente l’immagine in impulsi, che vengono raccolti dalle terminazioni nervose del nervo ottico, situate nello strato più interno della retina. L’ impulso nervoso arriva cosi al lobo occipitale del cervello, dove viene tradotto nelle immagini che vediamo in ogni istante.

I movimenti dei muscoli oculari consentono alle immagini diOCCHIO2.jpg (53909 byte) rifrangersi sempre in punti corrispondenti delle due retine, permettendoci cosi la visione binoculare, determinante per il senso di profondità e di tridimensionalità della realtà che ci circonda. Questi muscoli circondano il bulbo oculare e si dividono in retti e obliqui: i primi servono a spostare l’occhio in alto, in basso e lateralmente, mentre i secondi ruotano l’occhio in basso e all’interno o in alto e all’esterno.

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"Il senso della vista, con l’ausilio dell’udito e degli altri sensi, ha permesso ai vertebrati, e specialmente ai mammiferi, di signoreggiare sulla terra, nel cielo e nelle acque"

(Barras, Tu sarai scienziato - 4° vol. - Ed. Armando Armando)


 

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 REDARRW3.GIF (8684 byte)torna su eye.gif (3090 byte)

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